Sakata

Durante il periodo Edo (1603-1868), grazie al commercio del riso e del sakè, di cui la regione è rinomata produttrice, e grazie alla pianta del cartamo, utilizzata in particolare nella produzione di olii e tinture, Sakata era diventata il secondo porto del Giappone dopo Sakai (vicino a Osaka). Anche oggi, trasformatasi in porto per la pesca nel Mar del Giappone, rimane un centro commerciale sempre molto attivo, rispettoso della propria storia e cultura mercantile. La città di Sakata offre un repertorio architettonico unico in Giappone, perché qui i mercanti si sono sempre voluti distinguere ostentando la propria prosperità costruendo dimore per sé e luoghi pubblici per la comunità.
Un viaggio in questa regione regala anche l’occasione per qualche scappatella in mezzo alla natura: in riva al mare, lungo il fiume Mogami con le sue riserve d’acqua o sul monte Chokai, che domina Sakata dall’alto dei suoi 2230 m. Il retroterra, molto innevato durante l’inverno, offre i piaceri degli sport invernali o degli onsen, le stazioni termali ad acqua calda.

Da vedere:

I magazzini Sankyo

I magazzini Sankyo sono stati costruiti nel 1893 per il commercio del riso. Si tratta di dodici magazzini di legno comunicanti tra loro e allineati lungo le rive del fiume Niida, all’ombra dei grandi olmi che contribuiscono a mantenere la temperatura ideale per la conservazione del riso. Sono attivi ancora oggi, anche se uno degli edifici è stato trasformato in centro di documentazione sulla cultura del riso e un altro in un centro d’informazione turistica, comprensivo di una presentazione della città, di un negozio di souvenir e di un ristorante dove poter gustare prodotti freschi di stagione.

A 10 minuti di autobus dalla stazione di Sakata, fermata Sankyo-Machi.

Somaro

In epoca Edo, il ristorante-casa del tè più famoso di Sakata era Somaya. Oggi magnificamente restaurato e ribattezzato Somaro, il ristorante offre la possibilità unica di visitare un’autentica casa per le maiko (danzatrici tradizionali), che qui si esibiscono ogni pomeriggio. L’edificio accoglie anche una bella collezione di bambole hina e alcune opere dell’artista Yumeji Takehisa. Coniugando gli appetitosi e freschi prodotti della regione a una raffinatezza degna delle migliori tavole di Kyoto o di Tokyo, il ristorante consente di gustare a pieno la cucina della regione di Sakata. Anche a cena, si possono ammirare le danze delle maiko.

A 10 minuti di taxi dalla stazione di Sakata.

Il Museo di belle arti Honma

Il Museo di belle arti si trova all’interno del palazzo degli Honma, una ricca famiglia di mercanti della città. La dimora, costruita alla fine del XVIII secolo, è un miscuglio unico di stili: “residenza di samurai” all’esterno e “casa di mercanti” all’interno. La residenza estiva ospita un museo di calligrafie, quadri, sculture e antichità varie della regione, mentre la residenza propriamente detta può essere visitata come testimonianza storica della città. Anche il giardino giapponese merita assolutamente una sosta.

5 minuti a piedi dalla stazione di Sakata.

Il Museo della fotografia Domon Ken

È il più grande museo di fotografia in Giappone e ospita le 70.000 opere di Domon Ken, uno dei più grandi fotografi giapponesi del Novecento.

A 16 minuti di autobus dalla stazione di Sakata (fermata Domon Ken Kinenkan-Mae)

Transporti

Stazione di Tokyo > (3 oe di treno sulla linea JR Yamagata Shinkansen) > Stazione di Shinjo > (1 ora di treno sulla linea Rikuu Saisen o sulla Rikuu West Line) > Stazione di Sakata.
Stazione di Tokyo > (2 ore di treno sulla linea JR Joetsu Shinkansen) > Stazione di Niigata > (2 ore di treno sulla linea JR Joetsu Honsen, treno espresso Inaho) > Stazione di Sakata.
Aeroporto di Tokyo Haneda > (1 ora di aereo) > Aeroporto di Shonai > (40 minuti di bus) > Stazione di Sakata.

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